ALBERTO BOMBACE (3 marzo 1934 - 2 settembre 2003)

Nato a Comiso, paese dell'entroterra ragusano nel marzo del 1934, conseguita la maturità classica e la laurea in giurisprudenza, Alberto Bombace entrò ben presto nei ruoli dell'Assessorato regionale della Pubblica Istruzione, dove iniziò la propria attività istituzionale, distinguendosi ben presto tra i giovani funzionari della burocrazia regionale, per la particolare attenzione dedicata allo sviluppo della scuola in Sicilia ed alla relativa incidenza sociale sul territorio isolano, soprattutto poi nel delicato momento di trasformazione dell'ordinamento scolastico italiano conseguente all'emanazione nel 1973 dei Decreti Delegati ed al profondo, derivante cambiamento della scuola italiana.
Estremamente interessato alle problematiche di natura didattica scaturenti dall'applicazione dei suddetti Decreti ed alle nuove dialettiche di natura anche sociale, che in quegli anni iniziavano a delinearsi ed istaurarsi nel nuovo rapporto alunno - docente -società, Alberto Bombace sostenne e promosse con estrema determinazione, la costituzione in seno all'Assessorato della Pubblica Istruzione, di un mirato settore dedicato all'emergente tematica dell'Educazione Permanente, nel cui ambito seguì con crescenti entusiasmo e impegno, le problematiche connesse con le ancora esistenti sacche di analfabetismo degli adulti e con la costituzione e la gestione dei Parchi Robinson, istituiti con la LR 66/75, ai fini dello sviluppo sociale e culturale dei cittadini.
Nel 1975, a seguito della promulgazione dei DPR n.635 e n.637, che sancivano il trasferimento delle competenze in materia di Beni culturali dallo Stato alla Regione, si appassionò talmente alle nuove problematiche connesse con la gestione dei Beni culturali in Sicilia, impegnandosi così tenacemente ed ad ampio raggio al costruttivo sviluppo del nuovo settore dei Beni Culturali in Sicilia, che ben presto si pervenne ad una profonda e radicale trasformazione, concettuale prima, amministrativa poi dell'intero settore, concretizzatesi nella “storica" Legge quadro n.80 del 1977 - da Alberto Bombace fortemente voluta, motivata e sostenuta anche in ambito politico - cui poco dopo fece seguito l'ulteriore, non meno rilevante LR n.116 del 1980, con cui venne data pratica attuazione alla precedente Legge. L'innovativa e rivoluzionaria tematica dell'interdisciplinarietà dei "Beni" nell'ambito dell'unitarietà del patrimonio culturale siciliano, che connotava la nuova organizzazione del settore dei Beni culturali ed ambientali e che Alberto Bombace, con precursoria lungimiranza, aveva tenacemente voluto improntasse la legge 80/77, integrava inscindibilmente il singolo "Bene" nel territorio di appartenenza, contestualizzandolo e collegandolo ai fini della tutela, della valorizzazione e della fruizione - gangli nodali che supportavano la Legge n 80 - ad altri Beni territorialmente presenti, in un'unicità concettuale del patrimonio culturale isolano, sino a quel momento sconosciuta.
In tale ottica, Alberto Bombace aveva già da tempo avviato - coinvolgendo in ogni attività progettata, figure intellettuali di altissimo profilo culturale e professionale - una lunga serie di interventi finalizzati alla tutela, al restauro, alla valorizzazione ed alla fruizione di beni culturali, curando con la passione di sempre l'acquisizione da parte della Regione di edifici di particolare importanza per la storia dell'architettura in Sicilia, salvandoli dal degrado e dall'incuria a mezzo di un appropriato restauro conservativo idoneo alla loro valorizzazione con conseguente fruizione e/o uso sociale. Valgano, solo come esempio, l'acquisto ed il restauro di buona parte dell’ex Albergo delle Povere, oggi sede di Mostre ed eventi culturali, nonché sede del Nucleo speciale dei Carabinieri per la Tutela del patrimonio artistico e storico della Sicilia, fortemente sostenuto da Alberto Bombace per contrastare il dilagare dei furti di opere d'arte ed il fenomeno del commercio clandestino dei beni culturali in genere, la Villa Favaloro in Piazza Virgilio già sede del Centro Regionale per l'Inventario e la
Catalogazione dei beni culturali, il Palazzo Montalbo, sede del Centro Regionale per la Progettazione ed il Restauro, il Palazzo Riso, attualmente destinato a Museo dell’arte contemporanea, etc. etc.
Inoltre è intervenuto con l'espropriazione di terreni di interesse archeologico, quale presupposto per la definizione e la creazione di "Parchi archeologici",
oltre che promosso l'apertura di musei etnoantropologici, programmato centinaia di mostre con stampa dei relativi cataloghi e pubblicazioni di varia natura sui Beni culturali.
La formulazione della nuova normativa, nel dettare "Norme per la tutela la valorizzazione e l'uso sociale dei Beni culturali ed ambientali, nel territorio della Regione siciliana", dotò la Sicilia di un innovativo e rivoluzionario strumento legislativo che consentì di delineare e caratterizzare un più razionale ed organico assetto gestionale del settore, comportando anche una profonda rimodulazione delle risorse umane e strutturali dell'apparato amministrativo, permettendo una più efficiente gestione del patrimonio culturale, configurandosi inoltre quale polo di riferimento normativo di nuove, più moderne tematiche, successivamente oggetto di forti riflessioni anche in ambito nazionale.
Contestualmente all'emanazione della citata normativa infatti, Alberto Bombace, neo Direttore del nuovo Assessorato dei Beni culturali ed ambientali, tracciava ed affrontava nuovi e lungimiranti percorsi culturali, che incisero e caratterizzarono ben presto profondamente il settore dei Beni culturali, pianificando ed organizzando con infaticabile costanza e la propria carismatica "presenza" ad ogni evento, dibattiti, convegni, seminari, mostre, censimenti di peculiari tipologie di Beni.
Fu l’artefice di Convezioni stipulate con Enti Culturali ed Università, partner privilegiati questi ultimi per l'attuazione di attività e progetti culturali che si configurarono, ed ancora oggi vengono "letti", quale propulsivo ed incisivo corollario culturale alle tematiche accese in Sicilia dalla normativa emanata e da una scaturente, nuova sensibilità intellettuale verso lo straordinario patrimonio culturale autoctono. Invero la "rivoluzionaria" concezione unitaria ed interdisciplinare dei Beni culturali, sancita dalla L.R.n 80/77 - specularmente evincibile dalla nuova struttura di Soprintendenza, non più organizzata secondo rigida concezione monotematica, ma strutturata su base provinciale ed articolata in sezioni tecnico scientifiche, ciascuna corrispondente ad ogni singola tipologia di "Bene"- consentiva infatti, una più ampia, omogenea, globale visione dei Beni culturali, oltretutto ampliati con l'introduzione di due nuove tipologie : i Beni "naturali e naturalistici" e i Beni "etno-antropologici" che si affiancavano ai tradizionali Beni culturali, storicamente oggetto di tutela.
Qualche anno dopo, nel 1984, il Direttore regionale dei Beni culturali ed ambientali Alberto Bombace, siglava una Convenzione stipulata tra la Regione siciliana-Assessorato BB.CC.AA.e P.l. ed il Ministero per i Beni culturali e ambientali-Ufficio centrale per i Beni librari..., in virtù della quale la Regione, attraverso le proprie strutture ...aderiva al progetto relativo alla creazione del Sistema Bibliotecario Nazionale (SBN) "...con propria struttura operante nella Biblioteca centrale della Regione".
La partecipazione al SBN, consentì di avviare presso la BCRS, il Polo SBN -Sicilia e di far parte della più consistente rete informatica delle biblioteche italiane, coordinata dall'Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU), cui oggi partecipano migliaia di biblioteche di diversa tipologia: statali, di enti locali, universitarie, scolastiche, di accademie ed istituzioni pubbliche e private, riunite in Poli locali costituiti da un insieme più o meno numeroso di biblioteche che gestiscono con procedure automatizzate tutti i loro servizi.
Consapevole dell'importanza della centralità della Sicilia nel Mediterraneo, con la sua lungimiranza, ritenne opportuno aprire contatti culturali con i Paesi dirimpettai attraverso protocolli d'intesa con il Marocco e la Tunisia e con quest'ultima procedette alla formazione di
un gruppo di lavoro congiunto tra la Biblioteca Nazionale di Tunisi e la Biblioteca Centrale
Regionale di Palermo.
La direzione dell’Assessorato dei Beni Culturali ed Ambientali e dell'Educazione Permanente da parte di A.Bombace, si è snodata per circa un ventennio - di cui è stato l'indiscusso protagonista - contraddistinto oltre che dai riscontri operativi, qui solo in parte esaminati e, per ovvi motivi, ampiamente semplificati, anche da peculiare competenza e impegno, da costruttivo entusiasmo, da intelligente e lungimirante intuito manageriale che ne hanno improntato il lungo ed articolato percorso umano e professionale, sicchè
trascorsi appena due mesi dalla prematura scomparsa avvenuta il 2 settembre 2003, l'Assessorato regionale dei Beni culturali e ambientali e della Pubblica Istruzione, , con D.A. n.7840 del 17.10.2003, determinava l'intitolazione della Biblioteca centrale della Regione siciliana ad Alberto Bombace, esprimendo , tra le altre le seguenti motivazioni:

".. .guida di grande livello della Direzione Regionale dei Beni Culturali. Egli ha curato con particolare attenzione il passaggio di competenze dallo Stato alla Regione, nonché il superamento giuridico della nozione riduttiva di "cose d'interesse artistico'' fino alla evoluzione del concetto di "Bene Culturale", formando diverse generazioni di funzionari e coniugando con raro equilibrio, passione personale, competenza professionale e capacità manageriale; nella sua pluridecennale attività di attento amministratore si è ispirato con totale dedizione a quei principi contenuti nella legislazione siciliana in materia di beni culturali che assegnano alla Regione il compito di "favorire lo sviluppo sociale e culturale dei cittadini"; alla sua felice intuizione si deve l'organizzazione territoriale per province in ognuna delle quali le Soprintendenze avessero competenza su tutte le tipologie di beni culturali e garantissero oltre alla tutela anche la valorizzazione; ha curato il restauro di numerose collezioni, la realizzazione di grandi eventi, e non ultima, la diffusione del concetto di Educazione Permanente.. .Più in particolare, a lui si deve l'organizzazione bibliotecaria regionale in Sicilia e lo sviluppo del progetto SBN - Servizio Bibliotecario Nazionale... "

La cerimonia ebbe luogo il giorno 6 Novembre 2003, nella storica sala di Lettura generale, nel corso di una manifestazione programmata per festeggiare i 25 anni dell'Assessorato dei Beni culturali in Sicilia.
In tale riconoscimento da parte dell'establishment dei Beni culturali, si concretizzavano, la stima, la riconoscenza, l'apprezzamento umano e professionale verso un atipico figlio della Sicilia che, con precursoria acutezza, aveva intuito e perseguito nella salvaguardia, nella valorizzazione e nella fruizione del Patrimonio culturale della Sicilia, un'importante chiave di volta del progresso civile e culturale, del riscatto morale e materiale di un territorio spesso dimenticato ed avulso dai grandi contesti culturali nazionali ed intemazionali, conferendogli una nuova e rilevante dimensione, fortemente connotata dalla intrinseca e radicata "sicilianità" - concezione ante litteram della più attuale "Identità siciliana" - e tratto distintivo dell'uomo e della Sua attività pubblica.
Egli mantenne la Direzione dei Beni culturali e ambientali fino all'ottobre del 1992, allorquando fu destinato alla Direzione del settore della Solidarietà Sociale presso l'allora Assessorato Regionale degli Enti Locali dove rimase fino all'aprile del 1997, lasciando tracce considerevoli della sua attività.
Da quella data e fino al giorno del suo decesso avvenuto il 2 settembre 2003 Alberto Bombace ricoprì la carica di Soprintendente del teatro Massimo Bellini di Catania. Concludendo questa breve pagina, non si può non segnalare che la Biblioteca, B.C.R.S. custodisce da qualche anno, in comodato d'uso, l'archivio privato di Alberto Bombace spaccato documentario di straordinaria valenza che potrà consentire di ripercorrere documentalmente, la storia dei Beni culturali in Sicilia nell'arco del ventennio contraddistinto dalla Sua direzione.
La preziosa documentazione sarà al più presto posta a disposizione degli studiosi per consentirne la più ampia e condivisa fruizione, in ricordo ed in memoria di un uomo che ha interamente dedicato la Sua parabola umana e professionale al servizio dei Beni culturali.
Per tutto quanto non detto, vedasi la pubblicazione di A.Bombace "La Regione Siciliana e i beni culturali e ambientali" quale "Rapporto presentato alla Conferenza Regionale sui Beni Culturale e Ambientali della Sicilia svoltasi a Palermo presso l'Albergo dei Poveri dal 17 al
20 aprile 1991", ripubblicato nel 2003 in occasione della celebrazione dei 25 anni dei Beni
Culturali in Sicilia.

Maria Teresa Currò

Mariarita Lo Bue